mercoledì 22 agosto 2012

NEW DRUG! Krokodil

 copio da YouTube: New drug has hit the streets of Russia,its called krokodil because its turns flesh gang green and scaly ! This drug is horrific !.I hope s*it like this never hits the streets of the usa. Because a dose only cost about 3 dollars U.S and you will eventually loose your limbs like this poor guy !


Le immagini che state per vedere sono per gente di stomaco forte. Si tratta di un video e di una gallery fotografica che evidenziano quelli che sono gli effetti del Krokodil, una potente droga tirata fuori dal cilindro dai narcotrafficanti di Russia. Nota ai più come coccodrillo o desmorfina, fa divenire i soggetti dipenden
ti dopo solo due iniezioni, avendo sull’organismo tre volte più devastante dell’eroina, pur avendo prezzi dieci volte più bassi. La cosa che la sta facendo diffondere a macchia d’olio, è la possibilità di farsela in casa, poiché gli ingredienti sono facilmente reperibili: codeina (sostanza presente in molti farmaci contro il mal di testa), benzina, olio detersivo industriale, iodio.

Una volta che se ne diviene consumatori, gli effetti sul corpo sono da subito evidenti: il Krokodil squarcia la pelle proprio come le scaglie della pelle del coccodrillo e devasta gli organi interni muovendosi piano piano verso il cervello. Chi fa uso di questa droga può vivere al massimo da uno a tre anni e la percentuale che sin qui è riuscita ad uscire dalla dipendenza dal Krokodil è solo dell’1%. Incredibile.


 

da Repubblica: CANI, l'estate dei volontari

Cani da salvare e cani sciolti
l'estate calda dei volontari

Si appoggiano alle associazioni, lavorano in piccoli gruppi: devono combattere con strutture-lager, amministrazioni compiacenti. L'emergenza non è solo quella degli abbandoni, le loro battaglie per fortuna hanno spesso un lieto fine. Ecco qualche piccola grande storia (con link)
dI MARGHERITA D'AMICO


Chi è Stregagatta 1, dov'è Vallevegan 2? Più facile rispondere a queste domande che azzardare il dato riconosciuto fittizio da ogni volontario animalista: quanti randagi ci sono in Italia? Di professione Stefania Proietti Pannunzi è informatica presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, fra le sue opere di volontariato ha realizzato sotto pseudonimo uno dei più famosi portali dedicati allo scambio di informazioni per l'adozione di cani e gatti bisognosi; Vallevegan si trova a Rocca Santo Stefano (Roma): fu allevamento di animali da carne ed è riscattato oggi da una comune antispecista che salva rospi, ratti, mucche, maiali.

Invece, nessuno è in grado di contare cani e gatti vaganti. I numeri che ogni tanto vengono esibiti si ricavano dagli ingressi degli animali, perlopiù cani, nelle strutture municipali, e in quei rifugi convenzionati che ne darebbero notizia. Senza tener conto quindi delle infinite realtà che lavorano a porte chiuse e fuori controllo, di quelle attività che si aggiudicano appalti al massimo ribasso, pretendendo di mantenere un esemplare a pochi centesimi al giorno: animali in genere mai censiti, con la compiacenza di asl e comuni, le cui uniche speranze si fondano su una vasta, varia e affaticata categoria: i volontari. Sofferenti nella condivisione del dolore dei deboli, spesso esasperati, non di rado divisi da furiosi contrasti poiché gli affanni non migliorano il carattere, a loro le istituzioni hanno delegato di tamponare inadempienze madornali che nella realtà non conoscono stagioni.

SCHEDA: LA LEGGE C'E', BASTA VOLERLA APPLICARE 3

L'emergenza non è legata agli abbandoni delle vacanze ma "alla produzione della materia prima, gli animali: non solo si dovrebbe sterilizzare a tappeto e non si fa, ma pure regolamentare l'allevamento," dice Luigia Parco, presiedente a Manduria, in provincia di Taranto, dell'Associazione protezione del cane Gaia onlus. Cavalli tirati fuori all'ultimo minuto dal mattatoio, microchip anche per i gatti, una battaglia sostenuta in questi giorni dal commissario prefettizio Aldo Lombardo per chiarire le condizioni degli ospiti del canile locale, affidato nel 2007 attraverso la consueta gara al massimo ribasso: 80 centesimi a esemplare. "La differenza fra noi volontari del sud e quelli del nord è fisica. Gli orrori sono ovunque, ma per noi è quotidiano: ogni mattina incontriamo per strada animali che hanno sete, fame, paura." racconta Luigia. "Nel novembre scorso a Lizzano con altre associazioni abbiamo gestito il caso di una signora anziana che teneva 100 cani intrappolati in gabbie minuscole. Nel giardino c'erano decine di animali morti, scheletri appesi agli alberi, abbiamo rimosso 5 tonnellate di rifiuti. Qui, nei canili, io ho visto cani che non abbaiano più: gridano."

Benché si ricominci ogni volta, come fosse una tela di Penelope, quelle grida conoscono istanti di sollievo: quando un animale viene tolto da una brutta situazione, curato, sistemato in una casa. Per Billy è andata bene. Da lupetto randagio una clinica partenopea lo usava per le trasfusioni di sangue: glielo prelevavano e poi lo buttavano di nuovo in strada; una routine che non si è interrotta dopo che un incidente gli ha fratturato il bacino. Finché a trovargli un'adozione del cuore (si dice così) ad Arezzo non sono intervenute Maria Reder, che a Napoli dedica agli animali tutta la pensione di invalidità dovuta a un grave incidente, e Loretta Fè Garosi, avvocato (rappresenta, tra l'altro, quattro dei 13 attivisti arrestati per l'irruzione a Green Hill, l'allevamento di beagle destinati alla sperimentazione a Montichiari, adesso sotto sequestro).

Senese di nascita, Loretta vive vicino Firenze; oltre a salvare cani e gatti, non di rado regala assistenza legale: "Da Lecce, Napoli, da comuni come Somma Vesuviana mi chiamano volontari piangendo, chiedono sostegno per azioni di denuncia," spiega. ""Da quelle parti capita che gli accalappiacani strangolino i randagi col laccio, i cuccioli vengono sbattuti al muro e uccisi così. E quanti animali morti nelle strutture senza che si dichiari per prendere lo stesso la sovvenzione, quanti cani piccoli straziati dai più grandi nella stessa gabbia per logica di sopravvivenza." S'incontrano in Sicilia, Puglia, Calabria, Campania, Basilicata e in generale nelle regioni del sud le situazioni più spaventose, benché di cosiddetti canili lager non siano privi nemmeno il centro e il nord del nostro Paese. Ma non mancano i casi meritevoli, le piccole eccellenze, e come si fa a menzionarli tutti? Il gattile modello del Forlanini di Roma, gestito dall'Associazione Azalea 4: accoglie 328 gatti, ne sistema in famiglia circa 200 l'anno, ha un'area dedicata ai felini leucemici, nella stessa Capitale le guardie zoofile dell'Enpa guidate da Claudio Locuratolo sono le uniche ad affibbiare sanzioni ai vetturini delle botticelle, oltre a denunciare i più diversi maltrattamenti sequestrando anche pappagallini, cavie, conigli. E cosa dire dei recuperi di randagi effettuati dalle napoletane Amiche di Lu (http://leamichedilu.blogspot.it/ 5), dei centri di recupero di fauna selvatica della LIPU, di tutti i coraggiosi volontari dell'antibracconaggio?

Tornando a cani e gatti del sud, sovente si ricorre a cercare per loro adozione nelle regioni considerate più fortunate. Chi opera seriamente non deroga dai controlli pre e post affido, s'impegna solo in staffette e trasferimenti fidati. Ma la drammaticità della situazione aggiunge fretta, costi, pressione, difficoltà.
 
Tanti volontari vogliono mantenersi autonomi, soprattutto dalle grandi associazioni. Parecchi, sul territorio, operano  in solitudine. "Sono i cosiddetti 'cani sciolti', il loro contributo è fondamentale e se ci avanza qualcosa in termini di aiuti lo giriamo a loro," dice Pierluigi Scarpino (scarpinopierluigi@libero. it), che da 4 anni a Calimera, provincia di Lecce, assieme a un ristretto gruppo di persone conduce ininterrottamente il canile locale. Mai stata a norma, la struttura nacque sulla base di un progetto del 1999, che prevedeva 8mila mq chiedendo all'UE, allora prodiga di contributi, un miliardo e 800 milioni a fronte delle esigenze di un paesino di 7mila anime. La pratica fu respinta, ma gli interessati avevano già iniziato a costruire: "Si limitarono a 2.400 mq, tuttavia il canile non ottenne mai la legittimità. Per 15 anni hanno operato senza diario, bolle, registri: un buco nero. Degli animali passati di qui non si ha alcuna notizia." Infine, viene denunciata la morte di un gruppo di cuccioli; ispezione dei Nas, sanzioni amministrative, entrano i volontari: "La situazione è ben lungi dal risolversi, quanto ai 90 cani presenti ce ne occupiamo noi in toto: cibo, pulizie, terapie veterinarie; il comune fornisce solo croccantini. Ci mettiamo il nostro tempo, contributi personali, e riceviamo qualche donazione."
 
L'indipendenza, agire senz'altra bandiera se non le proprie idee, è un concetto centrale anche per Fabio Serrozzi, 37 anni, nativo di Cambiano. Ascoltato divulgatore del pensiero antispecista, il più famoso fra gli arrestati di Green Hill dice: "Si fosse trattato di topi e non di cani, sarebbe stato uguale. 'Attivismo' non è solo aprire una gabbia. Significa agire nel quotidiano con scelte e gesti importanti, a partire da  ciò che mangiamo e consumiamo." Dopo 11 anni come responsabile del personale di un'azienda, Fabio si licenzia, fa il giro del mondo e decide di guardare alla vita da un'altra prospettiva: "Più semplice, consapevole, giusta. Anzitutto voglio stare bene io, e per questo mi basta quanto coltivo nel mio orto, l'amicizia di un cane, un gatto e un coniglio. Il tempo lo dedico a sostenere il diritto alla libertà di chiunque." Crudista all'80%, non usa riscaldamento, fabbrica da sé sapone e detersivi bollendo la cenere o utilizzando bicarbonato e aceto. Aiuta in prima persona, con regolarità, i progetti in cui crede: "Fra questi, Ippoasi a Marina di Pisa 6, la Fattoria della Pace, dove si salvano cavalli, maiali, mucche, galline."
 
C'è pure chi, per aiutare gli animali, ha perso tutto. Per lo più donne sole, talvolta ingenue, facili prede di profittatori. Gloria, ex interprete parlamentare, a Rignano Flaminio svendette una villa e si ritrovò a dover mantenere 50 cani e se stessa con l'aiuto di un gruppo di ragazzi. Eva si lasciò persuadere dal suo venditore di croccantini a cedere l'abitazione in cambio di una presunta fornitura a vita. Giuliana Ferri, ex modella nota per la pubblicità di un amaro, a 74 anni sopravvive nella nativa Umbria con 50 cani, 200 gatti e una pensione sociale. A tutti loro, al solito, provvede un piccolo team di volontari, di cui fa parte Giuseppe Moscatelli. 59 anni, pensionato da 5 (era tecnico di fabbricazione alla Thyssen) ora svolge a tempo pieno quanto prima faceva nei ritagli: autista volontario soccorritore della Croce Rossa e guardia zoofila dell'Enpa di Terni. 5 mesi fa è diventato custode aggiunto del canile di Stroncone, sotto sequestro amministrativo. Qui la sua missione è attribuire  adeguate responsabilità a tutti quei comuni, umbri e laziali, convenzionati con la struttura, che da anni attraverso associazioni specializzate inviano cani in adozione all'estero. "Finora partivano animali, a frotte, di cui nemmeno si sapeva l'esistenza," racconta Giuseppe. "Con la Asl 4 di Terni e in base alla Legge regionale umbra abbiamo invece ottenuto che i cani escano di qui solo con specifica delibera del comune di provenienza e delega di chi ritira, o scheda nominativa e documenti dell'adottante. Abbiamo quindi inviato un esposto a sindaci e procure competenti richiamando comuni e asl interessati a compiere il loro dovere: controlli post affido almeno una volta l'anno per tutta la vita del cane, a costo di andare in Germania."

Non è detto che volontari si nasca. Fabiana Rosa è terapista di riabilitazione neurocognitiva in età evolutiva. Le piacciono i cani, per la verità ha la passione per il bouledogue francese: ne ha comprato uno e ha persino dedicato un sito alla razza. Lì, un giorno, legge l'appello di un ragazzo. Disabile, ha riscattato un cucciolo di 6 mesi, idrocefalo gravissimo. Lo vendevano su internet come bouledogue strabico, in realtà conta appena sul 15% del cervello, cammina con la testa storta, ma il canaro ha voluto ugualmente i soldi: "Altrimenti lo lascio morire e me lo ripagano". Mongo è salvo, però il ragazzo ha il cancro, deve curarsi e non può più occuparsene. Fabiana e il suo compagno lo accolgono, e cambiano prospettiva. Aprono una pagina facebook. Quello stesso Mongo che capisce solo tre cose, il suo nome, "vieni" e "vai a cuccia", e adora il suocero di Fabiana, diventa una star. Parte una raccolta fondi, perché dopo di lui arriva Quasi, raccolta a Napoli: assomiglia a un cinghiale in virtù di una sindrome genetica detta "della spina corta". Alcuni interventi le danno la possibilità di sopravvivere felicemente, dunque Fabiana capisce che si può proseguire. Crea il Progetto Quasi 7 attraverso cui sottrae animali malridotti da strutture indegne, procura loro adeguate cure, interventi chirurgici, e trova adozioni d'eccellenza. In due anni e mezzo ne ha già salvati e sistemati 80, tripodi, ciechi, con danni cerebrali: al più in forma avevano sparato nei testicoli. Quanto al primo adottante di Mongo, ha superato la malattia, si è sposato ed è rimasto in contatto con il bouledogue disabile più famoso del mondo. 8 Si lotta, si perde, si vince: e quando si vince, vale di più.
 
(21 agosto 2012)

Progetto urgentissimo : portiamo in Italia i cani di Santander (Spagna)

creato da Letizia Loranzi  , Pamela Li  , Giulia Ortu, Simona Nicolaci, Fusco Fabiana

qualche mese fa io (Letizia),Giulia Ortu, Jenny ed alcuni altri abbiamo strappato alla morte 6 cani da Santander che si trova in Spagna esattamente qui
  


Ora si trovano da tre mesi in pensione in Spagna, in un'attesa che li sta facendo morire di solitudine e tristezza...
IL NOSTRO AMBIZIOSO PROGETTO è di farli arrivare in Italia perchè solo così potranno essere definitivamente salvi.
SOLO COSì POTREMO OFFRIR LORO UNA SPERANZA CONCRETA DI UNA NUOVA E DIGNITOSA VITA, aiutandoli a lasciarsi alle spalle il box buio e triste e la morte scampata.
ABBIAMO BISOGNO URGENTE DI FONDI PER FARLI ARRIVARE , PER IL VIAGGIO, ABBIAMO BISOGNO DI STALLI E DI MADRINE...e PADRINI.
INSOMMA, TUTTO QUEL CHE SERVE PER DICHIARARLI FINALMENTE SALVI
vi prego,aiutataeci ad aiutarli, sono solo 6 cani, FLO,GLENDA, LUIS, PEPE,
ROMA E SIMON
Questo è PEPE:
  




lo vedete com'è impaurito? aiutateci, vogliamo che possano dare l'asmore che solo loro sanno dare, e ricevere un po' di carezze...

se qualcuno volesse aderire alla nostra iniziativa può inviare donazioni :

ASSOCIAZIONE NO PROFIT "ANGELI SENZA VOCE"
Codice Fiscale:92191960928


Angeli senza voce
COORDINATA IBAN : IT86 M033 5901 6001 0000 0068 643


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VENTI EURO, CE LA FATE? DOBBIAMO PAGARNE MILLE E OLTRE......
PER SAPERNE DI PIU' SULLE PERRERAS...GUARDATE QUESTI VIDEO......E INDIGNATEVI.

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MESSINAOGGI: UCCIDIAMO I RANDAGI

Copio dalle pagine FaceBook di Enrico Rizzi

MESSINA: IL PARTITO ANIMALISTA EUROPEO DENUNCIA MESSINAOGGI PER ISTIGAZIONE A DELINQUERE

pubblicata da Enrico Rizzi il giorno Lunedì 20 agosto 2012 alle ore 21.19 ·
COMUNICATO STAMPA del 20 AGOSTO 2012

MESSINA

IL PARTITO ANIMALISTA EUROPEO DENUNCIA IL QUOTIDIANO ONLINE
" MESSINA OGGI "  PER ISTIGAZIONE A DELINQUERE


Messina. A poche ore dalla proposta shock di un cronista del quotidiano messinese online " Messina Oggi " di "uccidere i randagi perchè sono un pericolo" il Partito Animalista Europeo nella figura del proprio Coordinatore Nazionale Enrico Rizzi comunica di aver, in tempo record, già depositato formale denuncia-querela alla Procura della Repubblica di Messina tramite la stazione dei Carabinieri avverso il Direttore del sopracitato organo di stampa per il reato di " istigazione a delinquere " e per tutti gli altri reati che saranno ravvisati dall'Autorità Giudiziaria.
Tale proposta infatti, oltre ad essere incivile e vergognosa risulta essere a tutti gli effetti di legge un'istigazione a delinquere in quanto la tutela giuridica degli animali è normata dalla Legge 189/04 che punisce con la reclusione fino a due anni chiunque cagiona senza alcuna necessità la morte ad un animale.
" Resto sorpreso nel vedere tanta insensibilità, ignoranza, incapacità e scarsa professionalità ad opera di un giornalista che non solo non conosce la legge, ma istiga addirittura i cittadini ad infrangerla " - dichiara Enrico Rizzi, Coordinatore Nazionale del Partito Animalista Europeo.
" Non mi sorprenderebbe se questo giornalista per risolvere l'annoso problema delle pensioni proponesse la soppressione di tutti gli anziani. Segnalerò comunque il caso al Dott. Enzo Iacopino Presidente dell'Ordine Nazionale dei Giornalisti affinchè prenda i dovuti provvedimenti e contestualmente chiederò all'attuale Amministrazione comunale quali misure di prevenzione ad oggiAggiungi un appuntamento per oggi sono state adottate per reprimere il triste e diffuso fenomeno del randagismo " - conclude con toni durissimi il Coordinatore Rizzi.
L'articolo oggetto della denuncia è visibile al seguente link : http://www.messinaoggi.it/News/Cronaca/2012/08/20/Uccidete-i-randagi.-Sono-un-pericolo-3681.html
Ufficio Stampa
Partito Animalista Europeo
segreteria nazionale 06.8108383 - 393.5830879
www.partitoanimalistaeuropeo.com
partitoanimalistaeuropeo@pec.it

L'articolo di cronaca pubblicato sul sito del quotidiano
Enrico Rizzi - COORDINATORE NAZIONALE DEL PARTITO ANIMALISTA EUROPEO
 
qui L'ARTICOLO DELIRANTE
 
  • Cronaca
  • Uccidete i randagi. Sono un pericolo!
  • Il fenomeno è sottovalutato dall'amministrazione comunale che non ha mai portato avanti una politica per risolvere il problema
MESSINA | Trovarsi accerchiato da un branco di cani randagi in città e cercare rifugio sul cofano di una macchina. Il problema del randagismo a Messina c'è e l'amministrazione comunale non ha fatto un fico secco per risolverlo.
L'esperienza l'ha vissuta il cronista che ha la fortuna di poterla raccontare. Ore 23 circa, viale della Libertà, chi scrive si stava recando alla propria automobile posteggiata nei pressi di viale Giostra, quando s'è trovato la strada sbarrata da una quindicina di cani. Momenti di panico, non sai cosa fare. Ti fermi e speri che i cani cambino strada. Ma quale? Ti vengono incontro tutti assieme e ti accerchiano con la bava alla bocca. Cosa fare? Un balzo sul cofano di una macchina con i randagi che cercano di aggredirti. Poi, la fortuna ha voluto che il branco, attirato dalla musica di una macchina in transito si allontana.
Il cronista-cittadino si chiede cosa abbia mai fato l'amministrazione comunale per risolvere il problema del randagismo in città. Si chiede se esista un servizio di accalappia cani, se l'amministrazione ha mai affrontato il problema. Il cronista pretende risposte concrete dal sindaco. Grazie.
P.s. Al bando gli animalisti. I cani vanno abbattuti. 
 
mia nota: ANCHE I GIORNALISTI INDEGNI: RADIATELO, SUBITO!

martedì 21 agosto 2012

Torino, uccide prostituta e poi scrive libro Arrestato lo scrittore killer – Il Fatto Quotidiano

Torino, uccide prostituta e poi scrive libro Arrestato lo scrittore killer – Il Fatto Quotidiano

napoli via cimarosa-via sanfelice

NAPOLI, ore 19 via CIMAROSA avvistata cagnolina piccola taglia colore pelo beige ispido che vagava smarrita, poi è scesa per via LUIGIA SANFELICE direzione via PALIZZI qualcuno è in zona per poterla prendere?

IL FOGLIO DI VIA DELLO SCRITTORE NO TAV

Copio da FB la nota pubblicata da Stefano Dorigo il giorno Martedì 21 agosto 2012 alle ore 12.26 ·
Ma ribadisco: Kafka era davvero un pivello, di fronte ai deliri che riescono a tirare su polizia&co.


Sabato 18 agosto avrebbe dovuto essere la seconda giornata delle nostre vacanze per me e Giustina, la mia compagna.
Assieme ad altre persone, ci si è organizzati per fare una passeggiata in Clarea: un pò per immergersi in quei magnifici boschi, un pò per osservare a distanza di sicurezza gli animali chiusi dentro lo zoo chiamato cantiere.
Molti partono a piedi dal campeggio, mentre tre auto partono per prendere il sentiero che prende avvio da Giaglione.
Lungo la strada, passando per Susa, l'ultima vettura della nostra micro-carovana viene fermata per un controllo: forse la più visibile tra le tre, se non altro per i suoi componenti. Tutti giovani e abbigliati in maniera comoda, mentre nelle due auto davanti c'erano bambini e chi non è più troppo giovane anagraficamente.
Decidiamo comunque di fermarci, a portare solidarietà ed accertarsi che non avvenga nulla di anomalo. La regola è sempre quella: si parte e si torna assieme.
Sembra che stia andando tutto regolare: non c'è nulla da segnalare nei loro confronti, e come di prassi chiedono i documenti anche a noi che ci siamo avvicinati.
"Due minuti e finisce tutto". Parole del maresciallo dei Carabinieri che ci aveva fermato.
Ma purtroppo il mio documento fa perdere troppi minuti.
"Risulta in sospeso un atto di notifica per lei".
Comincia lo spettacolo che vede contrapporsi Carabinieri e Polizia di stato per la consegna della notifica, con noi in impotenti spettatori.
Si cerca di fare di tutto per rendere effettiva la consegna dell'atto alla caserma di Susa: al maresciallo non piace l'idea di scortarmi fino alla questura di Torino. Ma la Polizia insiste: devono notificare loro l'atto. Si mette di mezzo anche il capitano dei Carabinieri di Susa, il quale però riesce solo a trattare per una mediazione: la consegna avverrà alla questura di Rivoli. Una via di mezzo tra Torino e il comune dove mi hanno fermato. Susa.
Lungo il tragitto il maresciallo si confida.
"Non ne posso più di questa valle. Per fortuna che non dobbiamo andare fino a Torino, ma poi anche tu... ma chi te lo ha fatto fare di avvicinarti all'auto? Non te ne potevi stare tranquillo ad aspettare più in là? Ora dobbiamo gestirci tutto questo casino. Poi sembri un bravo ragazzo: non ha la faccia da testa di cazzo..."
Grazie, ma a sapere che c'era una notifica per me, di sicuro non mi avvicinavo all'auto fermata.
Comincia il pronostico sulle possibilità del contenuto dell'atto. La Polizia non ha voluto dire ai Carabinieri di che si tratti. Si va dall'avviso orale al foglio di via. Tutto può essere, ma con l'aria che tira in questi tempi non c'è molto da sperare.
Il giorno prima il giornale titolava: 35 fogli di via per i fatti del treno delle scorie nucleari.
Quella notte, il 24 luglio, passava un treno carico di scorie diretto verso la Francia, transitante per la stazione di Bussoleno, comune a due fermate di treno da Chiomonte. Per la mezzanotte era previsto un presidio No Nuke fuori dalla stazione. Dal campeggio c'è chi ci arriva in auto, chi in treno.
Io sono tra quelli che vanno in treno. Lo stesso maledetto treno che si vedrà bloccato alla stazione di Bussoleno, con 115 persone tra attivisti e passeggeri comuni dentro, e fuori centinaia e centinaia di poliziotti in assetto antisommossa e atteggiamento molto poco amichevole. Casco calato, fazzoletto alzato, mano al manganello e scudo pronto. Chi aveva la vista lunga ha notato un adesivo che copriva il numero di identificazione sul petto.
Ostaggi per quattro ore e mezza, fino a quando non è arrivata una delegazione di valligiani, avvocati e un ex parlamentare a controllare che l'identificazione si svolgesse senza casini. Io non ho paura a negare il mio ruolo dentro quel treno. Mio malgrado, mi sono trovato a gestire le comunicazioni con Radio Black Out e i compagni della valle, mentre altri ragazzi gestivano improvvisate trattative con la Digos per uscire da quella situazione, peggiorata dal fatto che non c'era nessun valligiano a bordo.
Ma si arriva alla questura di Rivoli, dove avviene una piccola nota di colore, che mi fa capire quanto sono stato fortunato ad essere stato fermato dai Carabinieri e non dalla Polizia. Saliti al primo piano del palazzo, scortato da due marescialli dell'Arma, mi presentano al comandante in servizio al momento.
C'è da attendere che arrivi l'ufficiale di Polizia giudiziaria, ma intanto i Carabinieri fanno registrare il mio arrivo in questura.
"A che riguardo di preciso? Non è chiara la situazione: noi abbiamo preparato la stanza..."
Ci sono due secondi di lunghissimo silenzio. Un improvviso brivido mi gela.
Il maresciallo spacca quella tormentata pausa. "Ma quale stanza? Qui c'è solo da notificare un atto!"
La situazione ritorna all'assurda normalità.
Il maresciallo tranquillizza me e Giustina, che mi aveva accompagnato lungo tutto il percorso fin dentro le stanze della questura: "Ora arriva l'ufficiale della Digos. Vi consegna la notifica e tutto finisce. Solo che davvero non so dirvi cosa c'è in quell’atto."
Ma come previsto c'è poco da sperare. Foglio di via della durata di due anni dai comuni di: Avigliana, Bussoleno, Chiomonte, Exilles, Gravere, Giaglione e Susa.
I motivi sono vaghi, e a tratti esilaranti.
Risulta che insieme ad altri facinorosi manifestatamene appartenenti all'area di contestazione o anarco-insurrezionalista o marxista-disobbendiente, nelle prime ore del 24 corrente luglio prendevo quel famoso treno per Bussoleno. Si dice in più che prima che il treno entrasse in stazione, gli occupanti ne arrestavano la corsa mediante l'azionamento del freno di emergenza. Io mi ricordavo che a fermare il treno, e ad impedire che ripartisse, fossero centinaia di poliziotti che gradivano la nostra compagnia in stazione.
Mi si accusa di campeggiare in luoghi dalla dubbia fama e scegliermi compagni di viaggio poco raccomandabili e che questo, unito al fatto che nei paesi indicati nel foglio di via, non svolgo alcuna stabile attività lavorativa, non ho residenza, o legami famigliari o nessun interesse dichiarato rilevante, fa di me una persona pericolosa per la società.
Ora vorrei soffermarmi sulla mia effettiva pericolosità sociale.
Sono uno scrittore, ho scritto A Riot Of My Own, un romanzo sugli anni '70 e gli esiliati italiani a Parigi, composto assieme a uno degli esuli, Pantaleo Elicio, libro che ho presentato anche al campeggio No Tav verso fine luglio. Il mio prossimo romanzo sarà sulla lotta No Tav. Oltre a questo, sto scrivendo una tesi di laurea sul movimento No Tav e sul suo uso di Internet a fini organizzativi e di contro-informazione, sotto la direzione dell'università di Parigi 8.
Se si tiene conto di questi fatti, la faccenda risulta chiara. Sono pericoloso, pericolosissimo. Perché un ragazzo che lancia pietre loro se lo riescono a gestire, non sanno invece gestirsi chi invece scrive di chi tira le pietre. A lui non puoi sparare lacrimogeni o puntarlo con l'idrante quando è sotto le reti: uno scrittore non è facilmente identificabile come uno con una videocamera o una macchina fotografica in mano.
Mi hanno atteso al varco, quando la situazione era tranquilla per prendermi e mandarmi via dai coglioni. Io per il mio lavoro ho bisogno di essere sul campo, per avere accesso diretto alle fonti, con questo atto sperano di tagliarmi le gambe e farmi ripiegare a scrivere le mie opere tramite la lettura di comunicati, come fanno i giornalisti del Tg1 o della Stampa. Ma questo non è la mia modalità di lavoro.
Per tanto, dico chiaramente che non sarà un pezzo di carta a tenere lontano me e Giustina da una valle dove lasciamo il cuore, oltre che concentrare le nostre passioni in compagnia delle persone più splendide che abbiamo mai incontrato. I No Tav,
A l'è düra!

Stefano Dorigo

L'effetto delle Proteine della Carne sul Comportamento Umano d*b

Copio da Eco(R)esistenza
Prof. Armando D'Elia
Naturalista, chimico, studioso di dietetica vegetariana

Moltissimi sono gli animali che forniscono all’uomo le proteine della loro carne a scopo alimentare. Tali proteine creano indubbiamente nell’uomo aggressività, violenza, odio e insensibilità morale: si può pertanto affermare che la carne influisce negativamente sul comportamento umano. Al contrario, il vegetariano crea le basi per un atteggiamento caratterizzato da tolleranza, mitezza, socievolezza e condivisione. Oggi, le affermazioni e le intuizioni di grandi uomini contrarie al ricorso alle proteine della carne possono avvalersi anche della chimica dei neurotrasmettitori e della neurobiologia, discipline scientifiche che spiegano come, e per effetto di quali alimenti, si creano determinati comportamenti nell’uomo. Conseguentemente, noi possiamo oggi operare con accresciuta sicurezza delle scelte consapevoli tra i vari cibi, preferendo alcuni ed evitando altri. Occorre, fra l’altro, respingere l’affermazione che la violenza é insita nella natura umana: nessuno nasce aggressivo e cattivo, ma può diventarlo con l’alimentazione carnea
Conseguenze delle proteine della carne sul comportamento umano

Le proteine animali indicate commercialmente come “carne” sono quelle del tessuto muscolare di vertebrati terricoli i cui cadaveri l’uomo utilizza a scopo alimentare. In particolare si tratta di bovini: (bue, bufalo, bisonte); cervo, capriolo, daino, renna; cammello, alce, dromedario; capra, pecora; asino, cavallo; lepre, coniglio; riccio di terra, ippopotamo, canguro, suini (maiale, cinghiale, ecc.). L’uomo utilizza, a scopo alimentare, anche la “carne” di vertebrati non terricoli: quelle dei pesci (il pesce, non dimentichiamo, é “carne di pesce”) e di altri animali acquatici (balena, rana), nonché le carni di uccelli (pollame, anatra, tacchino, struzzo, cacciagione varia). Ma l’uomo che mangia carne infierisce, uccidendoli e poi mangiandoli, su molti animali invertebrati, come: molluschi (polpo, seppia, calamaro, patella, chiocciola, ostrica, mitilo, dattero di mare, cardio, manicaio, cappa lunga, folode, sigaro di mare, vongola). Crostacei (gambero di fiume, gambero di mare, aragosta, scampo, gammano, granchio di mare, cancro, squilla, mala, grancevola). Echinodermi (riccio di mare, trepang-oloturia).

Le proteine animali indicate commercialmente come “carne” sono quelle del tessuto muscolare di vertebrati terricoli i cui cadaveri l’uomo utilizza a scopo alimentare. In particolare si tratta di bovini: (bue, bufalo, bisonte); cervo, capriolo, daino, renna; cammello, alce, dromedario; capra, pecora; asino, cavallo; lepre, coniglio; riccio di terra, ippopotamo, canguro, suini (maiale, cinghiale, ecc.). L’uomo utilizza, a scopo alimentare, anche la “carne” di vertebrati non terricoli: quelle dei pesci (il pesce, non dimentichiamo, é “carne di pesce”) e di altri animali acquatici (balena, rana), nonché le carni di uccelli (pollame, anatra, tacchino, struzzo, cacciagione varia). Ma l’uomo che mangia carne infierisce, uccidendoli e poi mangiandoli, su molti animali invertebrati, come: molluschi (polpo, seppia, calamaro, patella, chiocciola, ostrica, mitilo, dattero di mare, cardio, manicaio, cappa lunga, folode, sigaro di mare, vongola). Crostacei (gambero di fiume, gambero di mare, aragosta, scampo, gammano, granchio di mare, cancro, squilla, mala, grancevola). Echinodermi (riccio di mare, trepang-oloturia). Tale prelievo di proteine dal mondo animale costituisce una autentica carneficina, che non solo non è necessaria, non solo è eticamente riprovevole, ma che é anche apportatrice di stati patologici fisici, dovuti alla conseguente tossiemia (sino al cancro) e psichici (a causa dell’aggressività che induce nel comportamento). Di solito si intende per “carne” il tessuto muscolare (sempre contenente dei grassi “saturi”, cioè della peggiore qualità). Ma mangia carne anche chi mangia il fegato o le cosiddette “animelle” (pancreas, timo e ghiandole salivari) o il rene (rognone) o il cervello, organi non costituiti da tessuto muscolare; così pure mangia carne chi mangia la cosiddetta “trippa” (che è una parte del complesso stomaco dei ruminanti), oppure gli “insaccati”, come la coppa, il cotechino, la mortadella, il prosciutto, il salame, i1 würstel, lo zampone, ecc. Così ancora, mangia carne chi consuma la lingua o i muscoli della coda di bovini, oppure salciccia o bresaola o pancetta, ecc. E mangia carne anche chi mangia il caviale, la bottarga o (come in Cina) la carne di cane, o la cosiddetta “corata” o la “pagliata”.

Insomma, uno spaventoso massacro, un autentico grande olocausto

Questo immane prelievo, a scopo alimentare, di proteine dal mondo animale influisce profondamente sul comportamento umano. In linea generale, in condizioni di vita naturale, gli animali carnivori sono feroci e aggressivi, mentre quelli non carnivori sono pacifici e socievoli. Un’altra facile constatazione: la graduale riduzione dell’aggressività dell’uomo a misura che esso passa da una dieta comprendente molta carne a una dieta che esclude i cibi iperproteici e in particolare la carne. È noto anche che i cani, sebbene in natura siano carnivori, se si vuole che montino con efficacia la guardia e aggrediscano persone a loro sconosciute, debbono essere alimentati con razioni di carne superiori al normale. Analogamente, se si vuole, in tempo di guerra, impiegare degli uomini in azioni belliche molto rischiose, occorre dar loro abbondanti razioni di carne, utilizzata come una droga atta a sviluppare aggressività, violenza e insensibilità morale; nell’Iliade di Omero si narra di festini a base di carne, ai quali prendevano parte i guerrieri, tra una battaglia e l’altra.
Seneca faceva notare che tra i mangiatori di gran quantità di carne si annoverano i tiranni, gli organizzatori di eccidi, di faide e di guerre fratricide, i mandanti di assassinii, gli schiavisti, mentre coloro che si nutrono dei frutti della terra hanno un comportamento mite.
Liebig racconta che nel giardino zoologico di Giesen l’orso, se era costretto a mangiare carne al posto di vegetali, diveniva oltremodo irrequieto e pericoloso.

Si può quindi affermare che l’igiene fisica é anche igiene mentale, come sosteneva J. Dalemont, descrivendo la storia dell’alimentazione umana nel suo lavoro “Manuale d’igiene mentale”.

È nota l’espressione “la carne mi dà la carica”, usata da chi vuole giustificarne l’uso alimentare, dato che questa società, basa suÌla competitività, sulla libera e sfrenata concorrenza e sull’arrivismo, esige dall’individuo una grinta aggressiva che permetta di farsi strada (é nota la frase “struggle for life”).

È nota l’espressione “la carne mi dà la carica”, usata da chi vuole giustificarne l’uso alimentare, dato che questa società, basa suÌla competitività, sulla libera e sfrenata concorrenza e sull’arrivismo, esige dall’individuo una grinta aggressiva che permetta di farsi strada (é nota la frase “struggle for life”).

E non é un caso che questi due grandi pensatori siano stati vegetariani. Il Beccari, fra l’altro, è lo scopritore del glutine e della isovalenza tra le proteine vegetali e quelle animali. L’uomo non é un semplice tubo digerente da riempire con cibi vari. L’uomo é un essere pensante, il cui cervello é un organo che, come tutti gli altri organi del corpo, deve essere nutrito con il materiale che occorre al suo metabolismo e che gli porta la corrente sanguigna. E poiché noi oggi mangiamo in gran parte cibi prodotti dalle industrie alimentari, vendute solo a scopo di profitto e non tenendo in alcun conto le nostre autentiche necessità alimentari naturali, si può affermare che, come la medicina ufficiale é condizionata e finanziata dall’industria farmaceutica, così la cosiddetta “scienza dell’alimentazione” é completamente nelle mani dell’industria chimica del cibo.

Tale industria, in notevole parte, cerca di smerciare autentici “cibi-spazzatura”, soprattutto quelli a base di proteine della carne, servendosi anche del potente ausilio dei mass-media. Succede, quindi, che un’accettazione acritica di tali attività degli industriali alimentari, si traduce inevitabilmente, sul piano pratico, in comportamenti violenti nei riguardi dei nostri simili e degli altri esseri viventi, a causa dell’aggressività indotta dal cibo cadaverico. Già il grande Giovenale (Satira X,512) circa venti secoli fa aveva sentenziato, con una massima eterna, la stretta dipendenza della sanità della mente da quella del corpo: “Mens sana in corpore sano”.

La mente, quindi, non può essere sana se non é sano il corpo, il che, in termini pratici, significa che occorre dare alla salute del corpo la priorità essendo essa “conditio sine qua non” per la salute mentale. Molto più tardi, nel XVII secolo, un’altra voce autorevole, quella del filosofo inglese John Locke, nella sua opera “Pensieri sull’educazione” (1693) sottolineava la validità dell’assioma di Giovenale, cioè la dipendenza della sanità della mente da quella del corpo.

Da quanto precede deriva la grande importanza del vegetarismo (nella accezione, beninteso, derivante da una giusta valutazione dell’origine etimologica del termine) il quale, disintossicando il corpo, purifica anche il sangue che nutre il cervello; il pensiero, di conseguenza, si fa più lucido e penetrante, ne consegue una vera e propria “dilatazione della mente”, aumenta la capacità di autocontrollo e la resistenza al lavoro intellettuale e a quello fisico e si instaura un atteggiamento caratterizzato da tolleranza, mitezza, disponibilità al dialogo sereno, alla ricerca di soluzioni pacifiche delle vertenze, all’amore, alla socievolezza, alla condivisione.

L’attività elettrica del cervello, rivelata elettroencefalograficamente (EEG), ha evidenziato che l’alimentazione vegetariana induce il cosiddetto “ritmo alfa”, che é espressione di uno stato di rilassamento neuromuscolare non solo del cervello, ma di tutto l’organismo. Leadbeater sostiene che tale indagine scientifica comprova la benefica azione del vegetarismo sul comportamento, in quanto vi apporta una sensazione di benessere “analogo allo stato di meditazione sulle realtà più profonde”.

Ecco perché gli uomini più intelligenti, più colti, più aperti, più tolleranti del mondo, di tutti i tempi, si annoverano tra i vegetariani, in tutti i campi dello scibile: nelle scienze, nella filosofia, nell’arte, nella letteratura, nella medicina, ecc.

È ovvio, quindi, che se il sangue che nutre il cervello vi porta i cataboliti della carne, la fisiologia cerebrale ne resterà influenzata e il comportamento, invece, sarà caratterizzato - ripetiamo - da intolleranza, tendenza alla litigiosità e all’aggressività: al posto dell’amore, l’odio; al posto della convivialità e della unione, la separazione, l’annullamento della socialità, la violenza. L’uomo é, così, cacciato nella asocialità e in un feroce individualismo. È quel che vuole il potere: “Divide et impera!” Ecco perché il potere (che sa manovrare l’arma alimentare per influire, con essa, sul comportamento umano e orientarlo verso ciò che fa più comodo ai detentori del potere) fa di tutto per indurci a mangiare cibi morti, avvelenati e quindi intossicanti, soprattutto la carne. Il bersaglio è infatti, in ultima analisi, il cervello, che si vuol rendere incapace di capire. In conclusione, mentre il vegetarianesimo favorisce le più eccelse facoltà cognitive, i carnami deprimono tali attività cognitive, esaltando, invece, comportamenti dannosi all’individuo e alla società, e aumenta, di conseguenza, la quantità di serotonina che può ottenersi. Invece, un pasto ricco di proteine della carne riduce la presenza di triptofano nel cervello e, conseguentemente, determina uno stato di aggressività, di ansia, di propensione alla lotta. La scelta degli alimenti influenza, quindi, il comportamento e le emozioni.

Quanto ci dice il dott. Rossi ha trovato conferma sperimentale da parte di John Fernstrom e Richard Hurthman, biologi del Dipartimento della Nutrizione e delle Scienze Alimentari del Massachusetts Institute of Tecnology.

La serotonina si é pertanto meritata l’appellativo di “sonnotonina”, a causa della sua particolare capacità di produrre sonno. Da parte di alcuni “nutrizionisti” contrari al vegetarismo (per vari motivi, leciti o inconfessabili) si cerca di sostenere che l’aggressività non é determinata dalle proteine della carne, ma sarebbe insita nella natura umana; affermazione assurda, giacché nessuno nasce aggressivo e cattivo, ma può diventarlo con l’alimentazione carnea. Il noto antropologo prof. Luigi Lombardi Satriani ci dice al riguardo: “È un alibi rinviare l’aggressività alla natura; un alibi che la nostra società cerca di fornire a sé stessa per scaricarsi di molte responsabilità”. In realtà, nessun uomo nasce “cattivo”. Se così fosse, l’aggressività sarebbe universale, cosa che l’antropologia smentisce. Sono esistite, ed esistono ancora, società che hanno sviluppato culture assolutamente non violente. Per esempio, certe tribù dell’Africa o gruppi di Indios del Brasile nord-occidentale o gli Indios Piaroa in Venezuela, hanno costruito una società molto pacifica, volta alla cooperazione, non c’é traccia di aggressività nell’educazione dei loro bambini e i giochi infantili rispecchiano l’equilibrio del sistema: sono fatti di danze, canti, amore. L’odio è sconosciuto ed è risaputo che queste popolazioni sono vegetariane. Quale migliore prova che l’alimentazione forgia il carattere?

Non va dimenticato che i potenti ci tenevano a manifestare la loro pretesa “superiorità” praticando ed esibendo un carnivorismo deciso poiché, secondo loro, la carne, simbolo alimentare della violenza, doveva rappresentare l’irrinunciabile distintivo dei forti. Ma per mangiare carne occorre che in precedenza ci sia stato un atto violento culminato nell’uccisione di un animale; quindi il consumo di carne, essendo basato su un assassinio, non può che essere associato alla violenza e alla forza bruta. Al contrario, il vegetarismo richiama la stabilità, la tranquillità, la serenità del mondo vegetale che, nella sua possente nobiltà, trae dalla madre terra vita e forza per farne dono all’umanità. Il prof. Carlo Sirtori, noto clinico e scienziato, ha messo giustamente in luce che il ricorso alle proteine della carne da parte dell’uomo crea aggressività perché nella carne il calcio e il fosforo sono presenti nel rapporto di 1 parte di calcio contro 50 di fosforo. Mangiando carne, si introduce quindi un eccesso di fosforo, innaturale per l’uomo, nel cui latte il rapporto calcio/fosforo é di 2 ad 1. “Questo fatto- commenta Sirtori- comporta una caduta del tasso di calcio, con conseguente instaurazione, nel comportamento umano, di irritabilità e aggressività, che nei bambini può provocare delle crisi convulsive”.

Nel 1992 ai marines americani che si preparavano a entrare in azione durante la famosa “Guerra del Golfo” furono fatti pervenire, in aggiunta alle “normali” e già abbondanti razioni di carne, 50.000 tacchini. Motivo: “Sono soldati e devono mangiare molta carne”. In altri termini: “Devono aggredire e la carne serve per renderli aggressivi”. Termino questo mio intervento citando la nota frase del fisiologo Jacopo Moleschott, che conferma l’aggressività indotta dalla carne: “L’irlandese, finché si nutrirà di patate, sarà sottomesso dall’inglese che mangia beef-steak e roast-beef”.

domenica 12 agosto 2012

Spiagge che accettano i cani: L'elenco completo

Da JustDOG.IT Elenco delle spiagge italiane che accolgono i cani 

di Francesca

domenica 12 agosto 2012

In Italia gli stabilimenti balneari attrezzati per ospitare al meglio i nostri amici a 4 zampe e le spiagge in grado di offrir loro ogni comfort sono sempre più numerosi.
È bene ricordare, però, che anche Fido deve rispettare alcune norme e, soprattutto, comportarsi educatamente per non infastidire le persone e gli altri cani presenti in spiaggia. 
(mia nota: osservate la differenza tra emilia Romagna e.. Sardegna. Beh, altre regioni non ci sono neppure:((

ABRUZZO

65129 - Piazzale Laudi, 2 - Pescara (PE)
Spiaggia - Stabilimento Balneare


La Prora
65121 - Lungomare Matteotti 46 - Pescara (PE)
Spiaggia - Stabilimento Balneare


In spiaggia con il cane



EMILIA ROMAGNA

Aloha Beach snc
48123 - 117, Viale Italia Marina - Romea (RA)
Ristorante, Spiaggia - Stabilimento Balneare

Bagni Malibù 23
47838 - Via Torino 23 - Riccione (RN)
Spiaggia - Stabilimento Balneare

Bagno 149
47924 - Viale Principe di Piemonte 36/A - Rimini (RN)
Spiaggia - Stabilimento Balneare

Bagno 40
47900 - Lungomare Murri - Rimini (RN)
Spiaggia - Stabilimento Balneare

Bagno 76 Hedonism
47921 - Lungomare di Vittorio, 22/a - Rimini (RN)
Spiaggia - Stabilimento Balneare

Bagno 81 No Problem
47900 - Lungomare Tintori - Rimini (RN)
Spiaggia - Stabilimento Balneare

Bagno Baia di Maui
44022 - Via Spiaggia, 44 - Comacchio (FE)
Ristorante, Spiaggia - Stabilimento Balneare

Bagno Corallo
47042 - Viale Giosuè Carducci, 45 - Cesenatico (FC)
Spiaggia - Stabilimento Balneare

Bagno Egisto 38
47922 - Viale Dati, 113/h - Rimini (RN)
Spiaggia - Stabilimento Balneare

Bagno Gabbiano
44024 - Via Spiaggia, 16 - Comacchio (FE)
Spiaggia - Stabilimento Balneare

Bagno Lamberto 80
47921 - Lungomare di Vittorio, 26/a - Rimini (RN)
Spiaggia - Stabilimento Balneare

Bagno Milano
47042 - Piazza Andrea Costa - Cesenatico (FC)
Ristorante, Spiaggia - Stabilimento Balneare

Bagno Mundial 82
47042 - Viale Dei Pini 97 - Cesenatico (FC)
Spiaggia - Stabilimento Balneare

Bagno Silvano 150
47924 - Viale Principe di Piemonte - Rimini (RN)
Spiaggia - Stabilimento Balneare

Bagno Tiki 26
47900 - Via Lungomare Tintori 30/a - Rimini (RN)
Spiaggia - Stabilimento Balneare

Bagno Vela 12
44029 - Via Pascoli - Comacchio (FE)
Spiaggia - Stabilimento Balneare

Bagno Wanda
47042 - Viale Lungomare Ponente, 75 - Cesenatico (FC)
Spiaggia - Stabilimento Balneare

Baia di Maui
44022 - Via Spiaggia, 44 - Comacchio (FE)
Spiaggia - Stabilimento Balneare

Beach 33
47921 - Lungomare Murri (Bagno 33) - Rimini (RN)
Spiaggia - Stabilimento Balneare

Etoile
47900 - Via Lungomare Murri, 36 - Rimini (RN)
Spiaggia - Stabilimento Balneare
Fido Beach
47030 - Viale Marina, 14 - San Mauro Pascoli (FC)
Spiaggia - Stabilimento Balneare

Gallia Beach N.15
47042 - Viale Carducci Fr. Valverde - Cesenatico (FC)
Spiaggia - Stabilimento Balneare

Lido San Giuliano
47900 - Via Ortigara - Rimini (RN)
Spiaggia - Stabilimento Balneare

Malua 54
44029 - Via Bramante, 2 - Comacchio (FE)
Ristorante, Spiaggia - Stabilimento Balneare

Overbeach
48010 - Via Stefano Ortolani 1 - Ravenna (RA)
Spiaggia - Stabilimento Balneare

Playa Tamarindo
47922 - Via Dati 47/e - Rimini (RN)
Spiaggia - Stabilimento Balneare

Stabilimento Maestrale
48100 - Darsena Turistica di Rimini - Rimini (RN)
Spiaggia - Stabilimento Balneare


LAZIO

Associazione Baubeach Village
00057 - Via Praia a Mare (Vicino stabilimento Rambla) - Fiumicino (RM)
Spiaggia - Stabilimento Balneare

Villa BauVillage
00191 - Viale Tor di Quinto (tra Ponte Milvio e Ponte Flaminio) - Roma (RM)
Spiaggia - Stabilimento Balneare


LIGURIA

Bagni Continental
16038 - Via Pagana, 8 - Santa Margherita Ligure (GE)
Ristorante, Spiaggia - Stabilimento Balneare

Bau Bau Village
17012 - Corso Baldovino Bigliati, 13 - Albissola Marina (SV)
Ristorante, Spiaggia - Stabilimento Balneare

17021 - Lungomare Angelo Ciccione, 45 - Alassio (SV)
Spiaggia - Stabilimento Balneare

Spiaggia comunale di Ospedaletti
18014 - Lungomare Cristoforo Colombo - Ospedaletti (IM)
Spiaggia - Stabilimento Balneare

Spiaggia Comunale di Pietra Ligure
17027 - Corso Italia - Pietra Ligure (SV)
Spiaggia - Stabilimento Balneare

Spiaggia Comunale Finale Ligure
17024 - Via Concezione - Finale Ligure (SV)
Spiaggia - Stabilimento Balneare

Zero srl
17021 - Via Giancardi - Alassio (SV)
Ristorante, Spiaggia - Stabilimento Balneare


MARCHE

62012 - Via Lungomare Piermanni - Civitanova Marche (MC)
Spiaggia - Stabilimento Balneare

Comune di Porto Recanati 
62017 - Via Ludovico Scarfiotti (A Nord della Lega Navale) - Porto Recanati (MC)
Spiaggia - Stabilimento Balneare

Lido Cristallo
62012 - Lungomare Sud 6 - Civitanova Marche (MC)
Spiaggia - Stabilimento Balneare


PUGLIA

73026 - Litoranea San Foca - Torre dell'orso - Melendugno (LE)
Spiaggia - Stabilimento Balneare


SARDEGNA

Caprera Doggie Beach 
07024 - Porto Palma - Caprera La Maddalena (OT)
Spiaggia - Stabilimento Balneare 


TOSCANA

Bagno Orizzonte 
57025 - Località Perelli, 3 - Piombino (LI)
Spiaggia - Stabilimento Balneare

Bagno Sirena 
58046 - Lungomare Leopoldo II di Lorena, 77 - Grosseto (GR)
Spiaggia - Stabilimento Balneare

Dog Beach 
57027 - Frazione Botro ai Marmi - Via della Principessa - San Vincenzo (LI)
Spiaggia - Stabilimento Balneare

Pasci Glam Beach snc 
57025 - Località Perelli, 1 - Piombino (LI)
Spiaggia - Stabilimento Balneare

Porto Azzurro Dog Beach 
57036 - Località Mola - Porto Azzurro (LI)
Spiaggia - Stabilimento Balneare

Spiagge Cenina 
57023 - Località Fosso Nuovo - Cecina (LI)
Spiaggia - Stabilimento Balneare

Spiaggia Comunale Baratti 
57020 - Località Baratti - Piombino (LI)
Spiaggia - Stabilimento Balneare

Spiaggia Comunale di Cecina 
57023 - Strada dei Cavalleggeri - Cecina (LI)
Spiaggia - Stabilimento Balneare

Spiaggia Comunale Perelli 
57020 - Costa Est - Piombino (LI)
Spiaggia - Stabilimento Balneare


VENETO

Parco Baia delle Sirene
37016 - Via San Vigilio - Garda (VR)
Spiaggia - Stabilimento Balneare

LAV: «ECCO CHI ESEGUE TEST SUI CANI»


 

l beagle continuano ad essere la razza di cani più utilizzata nella ricerca, scelta che non ha alcuna base scientifica, come affinità genetica, anatomica e fisiologia, ma è stata “selezionata” vista la “comodità” del modello: taglia di facile stabulazione, lunghezza e tipo di pelo (per iniezioni e prelievi), resistenza cardiaca, temperamento docile e capacità di vivere in gruppo, caratteristiche che rendono più semplice ed economico il mantenimento dell’animale. E’ quanto si legge in una nota della Lega Anti-Vivisezione (Lav)
Le applicazioni su questa specie sono moltissime – prosegue l’associazione -: studi di tossicità per le sostanze industriali , tossicità per le sostanze d’abuso, come alcol e stupefacenti; trapianto di organi e tessuti; cancro; test bellici; ricerca di base in qualsiasi settore (compresi quelli sulla deprivazione materna e sull’e rezione, prodotta fisicamente, tramite scosse elettriche e impianti odontoiatrici per testare nuovi apparecchi sulla dentatura del cane, con estrazioni e trapianti negli alveoli). 
 Ma ecco chi utilizza cani in Italia e per quali esperimenti, con autorizzazioni art.8 e 9 del D.lgs.116/92 (dati più recenti aggiornati al 2008 e 2009, fonte Ministero della Salute: ottenuti dalla LAV grazie ad una vittoria al TAR Lazio). Autorizzazioni art.8 e 9 del D.lgs.116/92, aggiornamento al 2008:
 .Wyeth Lederle S.p.a. – Catania: studio tossicità a 1 mese, 3 mesi, 6 mesi, 9 mesi e 12 mesi, senza anestesia;
.Ditta Sigma Tau – Pomezia (Roma): Safety nuovi farmaci via orale e parentale sulle funzioni cardiovascolari e QT, senza anestesia;
.Research Toxicology Center S.p.a. – Pomezia (Roma): innocuità di farmaci, prodotti chimici, biocidi, addittivi alimentari e dispositivi medici, senza anestesia;
.Recordati Industria Chimica e Farmaceutica S.p.a.Latina: molecole farmacologic amente attive su disfunzioni apparato urogenitale e apparato cardiovascolare;
.Università degli Studi di Milano: attività moxidectina iniettabile contro Dirofilaria repense, senza anestesia;
.Università degli Studi di Bari: valutazione innocuità ed efficacia stipite attenuato di canine coronavirus;
.Ditta Abiogen Pharma S.p.a.Pisa: tossicità somministrazioni ripetute a 1 mese, terapia dell’enfisema, antiossidante, ansiolitico, antidepressivo, senza anestesia Autorizzazio ni art.8 e 9 del D.lgs.116/92, aggiornamento all’anno 2009;
.Istituto Ricerche P.Angeletti S.p.A.- Pomezia (Roma): ADME composti candidati preclinici, senza anestesia;
.Università di Bari: prova clinica di campo efficacia dell’imidacloprid e permetrina, prevenzion e malattie da artropodi (zecche e flebotomi); .Wyeth Lederle S.p.a. – Catania: aumento numero animali all’autorizzazione decreto n.51/2008-C.
Afferma la biologa Michela Kuan, responsabile nazionale Lav settore Vivisezione:
 ”Gli esperimenti senza anestesia sono i più invasivi perché il cane è totalmente vigile durante tutta l’operazione e il dolore non viene alleviato in alcun modo. Oltre ai cani, in Italia sono quasi 900 mila gli animali uccisi per questa falsa scienza in 600 stabulari, un numero incredibilmente alto, considerata l’estensione geografica del nostro Paese. Tali statistiche, peraltro, sono fortemente sottostimate perché non includono invertebrati e animali utilizzati già soppressi: se venissero incluse tutte le categorie non considerate per legge “animali”, il numero salirebbe in maniera impressionante. Non esiste limite alle specie che possono essere impiegate nelle procedure: cani, gatti, scimmie, animali in via d’estinzione e selvatici, anche se quelle più rappresentate c ontinuano ad essere topi e ratti visto il loro basso costo, facile manipolazione e alta prolificità. E così ogni anno nel mondo si raggiunge la sconcertante cifra di 150 milioni di animali allevati, utilizzati e uccisi per dati NON trasferibili all’uomo, alimentando una ricerca inutile e dannosa”.
Comunicato ENPA

mercoledì 8 agosto 2012

l'accalappiacani tenta di uccidere Braccobaldo. si direbbe proprio

https://www.facebook.com/pages/Catanzaro-accalappiacani-noi-siamo-con-Braccobaldo/332654056829022

LA LOTTA ALLA VIVISEZIONE INIZIA VIAGGIANDO

da Code di Stampa by Marina Lenti




L’ENPA ha reso nota la lista delle aviolinee che NON accettano di trasportare animali destinati alla sperimentazione.
Si tratta delle seguenti compagnie (fra cui figura orgogliosamente anche la nostra Alitalia), che pertanto vanno privilegiate nella scelta dei proprio voli:

Aer Lingus,
Air Malawi,
Air Hong Kong,
Air Malta,
Air Mauritius,
Air New Zealand, ù
Air Seychelles,
Alitalia,
American Airlines,
Ameriflight,
Amerijet,
Austrian Airlines,
Azerbaijan Airlines,

Baltic Air,
British Airways,
British Midland,

Cargolux,
Caribbean Airlines,
Cathay Pacific,
China Airlines,
Cyprus Turkish Airlines,
Czech Airlines,

Delta Airlines,
DHL Aviation,

Easyjet,
Egyptair,
El Al Israel Airlines,
Emirates,
Eva Air,

Finnair,
Flybe,

Gulf Air,

Hainan Airlines,
Hong Kong Dragon Airlines,

IBC Airways,
Iberia,

Jet2,

Kenya Airways,
Korean Air, Loganair,

LOT Polish Airlines,

Malaysian Airlines,
Martinair,
Middle East Airlines,
Monarch Air,

Northwest Airlines,

Olympic Air,

Pakistan International Airlines,

Qantas Airways,
Qatar Airways,

Royal Jordanian,
Ryanair,

Singapore Airlines,
South African Airways,
Southwest Airlines,
Swiss International Airlines,

TAM Linhas Aereas,
TAP Portugal,
Thai Airways International,

United Airlines,
US Airways,

Virgin Atlantic

martedì 7 agosto 2012

Lapidato da bambini, povero cane


Gentilmente, se volete scrivere la lettera e copiarla tra i commenti per ispirare gli altri, bene, altrimenti le chiacchiere stanno a zero. Non servono a niente. Sappiamo benissimo dove viviamo e da chi siamo circondati, o agiamo per cambiare le cose, o chissenefrega di aneddoti, lamentele e invettive: o si è parte della soluzione, o si è parte del problema.

A LUCERA ANCHE I BIMBI UCCIDONO 
Sabato 04 Agosto 2012
LUCERA - La stupidità, in quel di Lucera, ha raggiunto livelli abnormi. Lo dimostrano le storie, lo dimostrano le foto. La cosa diviene ancora più preoccupante quando a compiere atti scellerati e criminali sono bambini o, comunque, giovanissimi, che si riescono a macchiare di efferati atti di violenza contro gli animali e di stupidi crimini contro la proprietà.

L'ultima, grave, notizia, giunge dall'Associazione animalista "Empatia", che ha documentato un atto gravissimo, una pubblica lapidazione, nel rione Lucera 2. Vittima della sommaria condanna e della rapida esecuzione: un cane che ha avuto la solo colpa di passare da quelle parti nel momento sbagliato. Quando chi dovrebbe essere sotto l'attenta sorveglianza di un genitore sempre troppo assente (e di uno psichiatra di una certa bravura), un minore, vaga per strada annoiato, assieme ai suoi simili, dalla grama estate lucerina. Pubblichiamo la nota dell'Empatia e non pubblichiamo le immagini scabrose degne dello stato più incivile. A noi hanno fatto troppo male. (Alessio Pittari)

«La civiltà di un paese si misura tramite i comportamenti dei suoi abitanti,lasciamo a voi il giudizio finale su alcuni atteggiamenti violenti che succedono a lucera. Comunque le Istituzioni e specialmente le scuole dovrebbero preoccuparsi q uando ragazzini di 10-13 anni si macchiano di comportamenti violenti su animali (studi di criminologia hanno dimostrato che chi è violento su altre persone più deboli questi da piccoli erano violenti sugli animali). Oggi siamo intervenuti, dietro segnalazione di una cittadina ai vigili urbani di Lucera,in via A.Petrucci perché alcuni ragazzini tiravano delle pietre a un cagnolino (foto) che stava accasciato moribondo a terra, senza potersi difendere o scappare. Al nostro arrivo abbiamo trovato il cagnolino morto con tante pietre vicino, richiesto l'intervento dei carabinieri di lucera che hanno verbalizzato il caso. Davanti a certe situazioni di comportamenti vigliacchi perpetrati da minori e l'omertà degli adulti rimaniamo senza parole. Solo un pensiero triste verso un cagnolino che dalla vita fino alla morte ha conosciuto violenza, "Riposa in pace EROE"» (Associazione Empatia - Lucera)

FONTE:
http://www.adessoilsud.it/
index.php?option=com_conten
t&view=article&id=3642%3Aa-lucera-anche-i-bimbi-uccidono&catid=10%3Alucera&Itemid=7


NOI, INVECE, DOVREMMO TROVARE LE PAROLE PER FAR SAPERE ALLE AUTORITA' COMPETENTI CHE DESIDERIAMO CHE QUEI MINORI RESPONSABILI SIANO INDIVIDUATI E SOTTOPOSTI A VISITE E CURE PSICHIATRICHE E I LORO GENITORI PUNITI COME SE AVESSERO COMPIUTO ESSI STESSI IL REATO: FORSE, IN QUESTO MODO, SE IN FAMIGLIA NON VIGE IL RISPETTO PER IL PROSSIMO E PER GLI ANIMALI PER CULTURA, SARA' MESSO IN ATTO E INSEGNATO PER PAURA.

DOBBIAMO TROVARE LE PAROLE PER CHIEDERE CHE NELLE SCUOLE SIA INSERITO UN PROGRAMMA CHE INSEGNI IL RISPETTO PER GLI ANIMALI E PER TUTTE LE DIVERSITA' .

DOBBIAMO TOVARE LE PAROLE PER CHIEDERE CHE IL COMUNE METTA IN ATTO PROGRAMMI DI STERILIZZAZIONE PER ARGINARE IL RANDAGISMO, PERCHE' CHIEDERE ALLA POPOLAZIONE DI NON NUTRIRE I RANDAGI, O DI DAR LORO DA MANGIARE LONTANO DAI CENTRI ABITATI NON E' LA SOLUZIONE AL PROBLEMA.
A QUESTO PROPOSITO, VI SEGNALO UN "COMUNICATO DEL SERVIZIO VERDE E AMBIENTE DEL COMUNE DI LUCERA PROBLEMATICHE DEL RANDAGISMO"
www.comune.lucera.fg.it/view.asp?id=412


PER CHI VORRA' SCRIVERE, SPERO SAREMO IN TANTI:
sindaco@comune.lucera.fg.i
t, dir.franchino@comune.lucera.fg.it, segretariogenerale@comune.lucera.fg.it, dir.cardillo@comune.lucera.fg.it, dir.cinquia@comune.lucera.fg.it , dir.lucera@comune.lucera.fg.it , poliziamunicipale@comune.lucera.fg.it, assessoredellosso@comune.lucera.fg.it, assessorefollieri@comune.lucera.fg.it, assessorediianni@comune.lucera.fg.it, assessorebernardi@comune.lucera.fg.it, assessoreiatesta@comune.lucera.fg.it, assessorevalerio@comune.lucera.fg.it, assessorecapobianco@comune.lucera.fg.it, assessorepetroianni@comune.lucera.fg.it

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