venerdì 28 gennaio 2011
domenica 16 gennaio 2011
un paese insano di mente
Un paese insano di mente
di MICHELE SERRA
Immaginate una cena con venti ragazze e tre uomini anziani. Secondo la breve sintesi di Giuseppe D´Avanzo, basata sulle testimonianze rese ai magistrati: "Parla sempre il presidente. Racconta barzellette, canta. Tutti sono chiamati soltanto a ridere e a cantare in coro". Ecco, per quanto mi riguarda non c´è orgia o baccanale o prostituzione minorile che possa fare ombra, quanto a squallore e imbarazzo, a questa scena. Mi rendo conto che prevarranno, come è normale che sia, gli aspetti giudiziari. Ma basterebbe, in un paese sano di mente, quella sola scenetta – un vecchio miliardario che infligge a venti ragazze prese in affitto la sua vanità – a seppellirlo nel ridicolo per l´eternità. Lui e i suoi commensali.
No, non è sano di mente, questo paese. Mi dispiace per tutte le pazienti e perfino sagaci spiegazioni che ci hanno ammannito, per vent´anni, osservatori più giudiziosi, più neutrali, più intelligenti di noi. Che quelli come noi hanno la puzza sotto il naso. Che lui piace proprio perché è così. Che incarna il sogno di milioni di italiani. Faccio altri sogni. Alcuni, magari, anche peggiori, più dolorosi e neri. Ma così deprimenti, davvero mai. Se milioni di italiani sognano di vivere con lui, vuol dire che milioni di italiani sono depressi.
(La Repubblica 16.1.11)
di MICHELE SERRA
Immaginate una cena con venti ragazze e tre uomini anziani. Secondo la breve sintesi di Giuseppe D´Avanzo, basata sulle testimonianze rese ai magistrati: "Parla sempre il presidente. Racconta barzellette, canta. Tutti sono chiamati soltanto a ridere e a cantare in coro". Ecco, per quanto mi riguarda non c´è orgia o baccanale o prostituzione minorile che possa fare ombra, quanto a squallore e imbarazzo, a questa scena. Mi rendo conto che prevarranno, come è normale che sia, gli aspetti giudiziari. Ma basterebbe, in un paese sano di mente, quella sola scenetta – un vecchio miliardario che infligge a venti ragazze prese in affitto la sua vanità – a seppellirlo nel ridicolo per l´eternità. Lui e i suoi commensali.
No, non è sano di mente, questo paese. Mi dispiace per tutte le pazienti e perfino sagaci spiegazioni che ci hanno ammannito, per vent´anni, osservatori più giudiziosi, più neutrali, più intelligenti di noi. Che quelli come noi hanno la puzza sotto il naso. Che lui piace proprio perché è così. Che incarna il sogno di milioni di italiani. Faccio altri sogni. Alcuni, magari, anche peggiori, più dolorosi e neri. Ma così deprimenti, davvero mai. Se milioni di italiani sognano di vivere con lui, vuol dire che milioni di italiani sono depressi.
(La Repubblica 16.1.11)
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